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Phoebe Bridgers ha fatto ascoltare “Lost Weekend” dentro un planetario. E ha scelto anche Armagh

Immaginate di essere seduti al buio, il telefono chiuso in una pouch che si apre solo con una calamita, mentre sopra le vostre teste esplode il cielo notturno del Madagascar e dall’altoparlante parte un disco che nessuno, fuori da quella stanza, ha ancora potuto ascoltare. Questa cosa meravigliosa è successa per davvero, questa settimana, ad Armagh, contea che di solito associamo alle sue guglie gotiche e alla sua storia millenaria più che al pop d’autore americano. Lo ha voluto Phoebe Bridgers per fare ascoltare in anteprima il suo nuovo disco Lost Weekend.

Il ritorno di Phoebe Bridgers dopo sei anni

Lost Weekend è il terzo album da solista di Phoebe Bridgers, il primo dopo sei anni di silenzio discografico a suo nome — nel mezzo, la genesi e il trionfo delle Boygenius con Julien Baker e Lucy Dacus, oltre al lutto per la morte del padre, che ricorre più volte nei testi del nuovo lavoro. Per anticiparne l’uscita, fissata per venerdì 14 agosto su Dead Oceans, l’etichetta ha organizzato in collaborazione con Spotify questo progetto insolito.

Un disco, quaranta planetari, due soli in UK e Irlanda

L’idea è stata quella di offrire ascolti in anteprima integrale del disco all’interno di oltre quaranta planetari sparsi in tutto il mondo, da Chicago a Melbourne, da Parigi a Lucerna. Nel Regno Unito e in Irlanda i luoghi scelti sono stati soltanto due: lo Science Centre di Glasgow e, appunto, l’Armagh Observatory and Planetarium, in Irlanda del Nord. Nessuno invece in Italia come non ci saranno suoi concerti nel nostro Paese.

Le immagini sotto la cupola

Le proiezioni, realizzate sotto la cupola, hanno accostato ai sedici brani dell’album le immagini notturne del fotografo di National Geographic Babak Tafreshi, frutto di vent’anni passati a documentare cieli stellati, aurore boreali sull’Islanda e tempeste in Texas, oppure — in altre tappe del tour — uno show laser firmato Laser Fantasy.

Niente telefoni, solo musica e stelle

L’evento di Armagh, sold out, ha proposto quattro proiezioni martedì e altrettante giovedì, per un totale di circa 80 persone a serata. Come da prassi ormai consolidata per i concerti di Bridgers, all’ingresso i telefoni sono stati sigillati in pouch magnetiche, apribili solo a fine spettacolo: un modo per proteggere l’anteprima da fughe di notizie, ma anche — secondo chi c’era — per restituire al pubblico un’esperienza di ascolto senza distrazioni.

Chi c’era: dalle sorelle di Armagh ai fan arrivati da Waterford

Tra il pubblico della prima serata, riporta la BBC, c’erano le sorelle Eibhlin ed Emma, arrivate senza aver mai sentito il disco se non per il singolo apripista Lost Boys: lo hanno definito un’esperienza “davvero bella”, con un suono “più rock, quasi folk” rispetto a quanto si aspettassero. C’era anche Kev, arrivato dalla contea di Meath, colpito da quanto l’album riuscisse a tenere insieme una dimensione “molto umana” e una “molto spaziale”. E c’erano Abbie e Scott, partiti dalla contea di Waterford per un viaggio di andata e ritorno di sei ore — già muniti di biglietto per la data di Bridgers alla 3Arena di Dublino a novembre, sold out da mesi.

Il filo che lega il disco a Paul Mescal

Non manca poi il legame che avvicina il disco più da vicino all’Irlanda: alcuni testi di Lost Weekend alludono al fidanzamento, e alla successiva rottura, tra Bridgers e l’attore irlandese Paul Mescal — dettaglio che diverse fan presenti ad Armagh, dai microfoni della BBC, hanno detto di riconoscere e a cui si sono sentite vicine ancora prima di poter analizzare per bene i testi.

“Ci mette sulla mappa”: la voce del planetario

Per lo staff del planetario, ospitare uno degli appena due eventi britannici e irlandesi del tour ha avuto un peso simbolico non da poco. Heather Alexander, dell’Armagh Planetarium, ha raccontato di una richiesta di biglietti “mai vista prima”, con i telefoni della struttura che squillavano senza sosta nei giorni precedenti. È orgogliosa di comparire nella stessa lista di sedi che comprende Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda: un modo, ha detto, per dimostrare che una cittadina storica come Armagh — più nota per le sue cattedrali che per la scena musicale contemporanea — può intercettare anche un pubblico più giovane e ospitare collaborazioni con grandi nomi internazionali, dopo aver appena chiuso, tra l’altro, l’edizione del Fleadh di Belfast.

Lost Weekend è ora disponibile su tutte le piattaforme.

Fonti

  1. BBC News NI (via AOL), “I was blown away” – the fans who heard Phoebe Bridgers’ unreleased album in a planetarium, 13 agosto 2026
  2. Variety, Phoebe Bridgers’ ‘Lost Weekend’ Set for Pre-Release Planetarium Shows
  3. Consequence, Phoebe Bridgers Announces Lost Weekend Planetarium Experience
  4. Pollstar News, Out Of This World: Phoebe Bridgers Announces Planetarium Experience For ‘Lost Weekend’ Release
  5. mxdwn Music, Phoebe Bridgers Announces Global Lost Weekend Planetarium Experience Listening Sessions in Planetariums

10–14 agosto 2026 — Lost Weekend Planetarium Experience nei planetari di tutto il mondo, incluso l’Armagh Observatory and Planetarium Martedì 11 agosto — prime quattro proiezioni sold out ad Armagh Giovedì 13 agosto — seconde quattro proiezioni ad Armagh Venerdì 14 agosto 2026 — uscita ufficiale di Lost Weekend su Dead Oceans Novembre 2026 — Phoebe Bridgers alla 3Arena di Dublino (data sold out)

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