Nell’estate del 1917 una ventitreenne sola e in fuga da uno scandalo partorì in un istituto cattolico per madri nubili, la Our Lady of Victory Infant Home di Lackawanna, vicino al confine tra gli Stati Uniti e il Canada. Al bambino diede il nome di Jean e come cognome scelse «Prevost»: il cognome da nubile della madre che aveva lasciato in Francia due anni prima. Quella scelta avrebbe determinato, generazioni dopo, il cognome del nipote di quella donna, Robert Francis Prevost, oggi Papa Leone XIV.
A ricostruire la vicenda è Naomi O’Leary, giornalista dell’Irish Times che Zuppairlandese segue con particolare attenzione e di cui riprende spesso i propri articoli, apprezzandone il lavoro di analisi sull’attualità irlandese ed europea.
Un cognome inventato per coprire una nascita illegittima
«Per quanto ne sappiamo, i nonni del Papa non sono mai stati sposati», ha dichiarato Sean Daly, genealogista italo-francese della piattaforma Geneanet, che porta questo cognome per via delle sue origini irlandesi. Daly fa parte del gruppo di ricercatori che, dopo l’elezione di Leone XIV nel maggio 2025, si è messo sulle tracce dell’origine del cognome Prevost, non trovando traccia di alcun certificato di matrimonio.
Il mistero è tornato d’attualità in questi giorni, mentre il pontefice visita la terra natale della nonna paterna in occasione del suo viaggio in Francia, con tappe a Parigi, Lourdes e Metz.
La doppia identità della nonna del Papa
I ricercatori di Geneanet hanno stabilito che la nonna francese di Leone XIV usava due nomi diversi: Fabre, un nome assunto, e Fontaine, il vero cognome di nascita. Figlia di un panettiere, nata a Le Havre nel 1894, era emigrata negli Stati Uniti nel 1915 e viveva presso la Jeanne d’Arc Home for Friendless French Women di New York, dove risultava impiegata come governante.
Restava però un interrogativo: chi era il padre dei suoi figli, e perché non compariva mai nei documenti ufficiali?
Il nonno «scomparso»: da insegnante di lingue a Jean Prevost
La risposta è arrivata da una pista tanto insolita quanto specifica. Il nonno del Papa, un insegnante di lingue, risultava associato alla «Riggitano-Prevost School of Languages» di Chicago. Nello stesso periodo in cui il nome Jean Prevost cominciava a comparire negli archivi, il nome del fondatore della scuola, Salvatore Giovanni Riggitano, scompariva progressivamente dai documenti.
L’ipotesi di alcuni ricercatori, condivisa su un forum online chiamato The Genealogy Discord, era che Riggitano e Prevost fossero la stessa persona. La conferma è arrivata da due moduli compilati dai nonni del Papa nel 1940, quando l’Alien Registration Act impose a tutti i cittadini non statunitensi di registrarsi presso il governo. Nel modulo, il nonno del Papa scrisse di essere entrato negli Stati Uniti come «Salvatore Giovanni Riggitano Alioto», firmandosi però «John Riggitano Prevost».
Uno scandalo, un arresto, una fuga in Canada
Riggitano era emigrato dalla Sicilia nel 1903, a 27 anni, e si era affermato a Chicago come stimato insegnante di lingue romanze. Nel 1914 aveva sposato Daisy Hughes, descritta in un articolo dell’epoca come «di origini irlandesi». Non è chiaro dove e quando abbia conosciuto la giovane governante francese, più giovane di lui di 18 anni.
Nel marzo 1917 il quotidiano Quincy Daily Herald dell’Illinois pubblicò un articolo dal titolo «Riggitano in triangle»: la moglie Daisy accusava il marito di una relazione con «Suzana Fountan», e i due amanti finirono arrestati. L’adulterio era reato in Illinois — lo è tuttora, sebbene non più perseguito.
Rilasciata su cauzione, Fontaine fuggì in Canada, saltando la comparizione in tribunale fissata per aprile. «I nonni del Papa erano in un bel guaio. Lei era incinta, e all’udienza di un mese dopo si sarebbe notato», ha raccontato Daly. «Escogitarono un piano: lei sarebbe andata in Canada, dove nessuno poteva trovarla, per poi partorire il bambino in un posto dove nessuno li conosceva.»
La nascita a Lackawanna e il certificato che svela tutto
Fontaine rientrò negli Stati Uniti dal Canada nel maggio 1917 e raggiunse la Our Lady of Victory Infant Home di Lackawanna, non lontano dal confine. Suo figlio Jean Prevost — lo zio del Papa — nacque il 23 luglio 1917, secondo un certificato di nascita ottenuto da Daly presso l’anagrafe. «È il primo documento in cui i genitori usano i nomi inventati: Salvatore Riggitano diventa Jean Prevost.»
La coppia ebbe un secondo figlio tre anni dopo, nel 1920: Louis, il padre del futuro Papa. Nel frattempo Riggitano continuava a vivere, ufficialmente, con la moglie Daisy dall’altra parte della città. «La conclusione è che il nonno del Papa ha condotto una doppia vita per alcuni anni», ha detto Daly. Riggitano lasciò infine Daisy, ma non risulta che i due abbiano mai divorziato: alla morte, nel 1939, lei si faceva ancora chiamare signora Riggitano.
Le case per madri nubili negli Stati Uniti e in Irlanda
Le istituzioni per madri nubili negli Stati Uniti non portano sempre lo stesso carico di trauma che hanno in Irlanda. Il fondatore della Our Lady of Victory Infant Home, padre Nelson Baker, è ricordato per il suo impegno verso i più poveri ed è stato dichiarato «Venerabile» dalla Chiesa nel 2011, un passo verso la canonizzazione. Tuttavia una pagina Facebook, Our Lady of Victory Infant Home Adoptees, raccoglie ancora oggi le testimonianze di persone in cerca dei propri familiari, alle prese con archivi incompleti — storie che richiamano da vicino il dibattito irlandese sulle case per madri e bambini.
Un possibile viaggio in Irlanda
Le ricerche genealogiche erano state pubblicate già dopo l’elezione di Leone XIV, e nell’agosto 2025 il Papa aveva incontrato il conduttore di un noto programma televisivo statunitense dedicato alla genealogia, ricevendo una ricostruzione delle proprie origini — che comprendono anche legami con persone ridotte in schiavitù e con proprietari di schiavi.
Secondo Christopher White, autore di una biografia sul pontificato di Leone XIV, è «difficile immaginare che non ci abbia riflettuto». Il Papa non si è mai espresso pubblicamente sulla vicenda, ma una futura visita in Irlanda — Paese a cui è legato da radici familiari — potrebbe essere l’occasione per farlo. Per White, un simile viaggio potrebbe rappresentare «un momento di riflessione più profonda, per collegare la propria storia personale alle ferite reali e alla sofferenza che esistono in Irlanda e altrove».
Bibliografia
- Naomi O’Leary, «Pope Leo’s family secret: a birth in a mother and baby home», The Irish Times, 25 settembre 2026 — https://www.irishtimes.com/world/europe/2026/09/25/pope-leos-family-secret-a-birth-in-a-mother-and-baby-home/
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