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Papa Francesco: Irlanda, salvezza e rinascita personale

Riflessioni sulla scomparsa di Papa Francesco e il suo impatto sulla mia vita, intrecciato con l’Irlanda, la Chiesa cattolica, gli abusi, la speranza e rinascita spirituale

Papa Francesco: salvezza personale e la Chiesa Irlandese

Papa Francesco ha salvato la Chiesa in un momento difficilissimo e quindi ha salvato ognuno di noi. Il mio sguardo sulla salvezza che Papa Francesco mi ha aiutato a comprendere passa inevitabilmente per l’Irlanda che in un momento molto difficile mi ha ridato vita e speranza passando attraverso la raccolta di storie e l’indagine giornalistica su una delle Chiese indubbiamente più ferite nel mondo dallo scandalo degli abusi sessuali e che con una straordinaria forza si sta ancora rialzando.

Irlanda: Rinascita e Resilienza di una Chiesa Ferita

Ma dai grandi dolori ci si rialza a piccoli passi, le ferite non si dimenticano, si elaborano e si trova la forza per guardare al futuro, guardare avanti. La mia Chiesa irlandese inizia con una Messa in cima a un paesino sulla baia di Belfast con la pioggia che cade e Karen che dice scherzando che è perché è il Signore che è contento e commosso dal nostro ritorno a Messa e se ci penso anche l’ultima volta che ci sono stata pioveva, molto. L’ironia, quella che dicono piacesse molto a questo Papa. God give us more than a pint of Guinness: battuta sentita sempre a Messa in quella Chiesa, in cui ho imparato anche che cosa fosse il Safeguarding service per segnalare eventuali abusi.

Incontri Significativi: Vescovi, Laici e la Chiesa in Uscita

Passa per i vescovi, informali, aperti, che mi hanno raccontato come la loro volontà, espressa anche al Papa nella visita ad limina, sia quella di aprire a una compartecipazione significativa dei laici nella vita della Chiesa. Donne e uomini. Donne e uomini, senza distinzione, senza subordinazione, ma con preparazione, consapevolezza, perchè la Chiesa siamo tutti. Ma essere Chiesa vuol dire essere con le mani e i piedi dentro la storia della Salvezza, ogni giorno, senza sincerismi. Passa per le chiacchierate con Padre Peter, autentico privilegio, occhi e orecchie aperte nonostante i tentativi del cane Tiny di distrarmi con tenerezza, Padre Peter incarnazione di quella Chiesa in uscita che Francesco ci ha presentato fin dall’inizio come la proposta per gli anni a venire. Il gesuita irlandese mi ha aperto gli occhi sulla tragedia degli homeless e sulle dipendenze alle nuove sostanze sintetiche che oggi sono così in primo piano nell’emergenza soprattutto per i più giovani. Faccio fatica a scrivere, la mia commozione è ancora tutta dentro. Tento di farmi passare il pezzo dall’automazione perché scrivo di getto, e mi sento in un certo senso bloccata perché sto parlando di qualcosa per cui non riesco ancora a trovare la strada con le parole. Ma poi decido di pubblicarlo così com’é, perché se mi leggete qui sapete chi sono e mi conoscete da allora.

La Visita del Papa in Irlanda: Silenzio e Attesa a Knock

Quella stagione di report dall’Irlanda sulla Chiesa in quel modo così intenso si è chiusa per me con la visita del Papa nel 2018, cristallizzata nel silenzio del santuario di Knock e l’apparizione silenziosa, il tocco con la mano della gabel, la pietra, la signora sconosciuta che mi regala un rosario e un libretto di preghiere mentre sto cercando storie. E la medaglia di San Giuseppe presa a Knock che porto sempre con me. Ero in Italia quando lui andò in Irlanda ma andai prima a incontrare le persone e tutti, ma proprio tutti, mi parlarono della loro attesa, nel migliore spirito irlandese. A Phoenix Park alla Messa del Papa andarono tutti anche coloro che negli ultimi anni si erano allontanati dalla Chiesa e anche chi aveva sollevato delle critiche significative come Mary McAleese, ex presidentessa della Repubblica di Irlanda. Ma anche tante giovani donne ad accompagnare le nonne. E insieme, qualche mese prima, avevano votato per la depenalizzazione dell’aborto. Anche questa è l’Irlanda, oggi

Riflessioni e Futuro: Universalità e Umanità Ritrovata

Metto su Google il mio cognome, Papa e Irlanda e faccio una ricerca rapida, trovo tanto, tantissimo, anche cose che non ricordavo, mi rileggo e mi ritrovo,e provo a farlo in una prospettiva che guarda al mio futuro così diverso, a scuola. Come spesso mi è successo in quel percorso di vita di report dall’Irlanda sulla Chiesa, che hanno riguardato anche la pace con le persone del Nord Irlanda nell’anniversario dei Troubles, le donne che ho incontrato di una parte e dell’altra, io credo che nella vita che verrà dovrò custodire questa necessità di uscire dalla mia Chiesa quotidiana fatta anche di piccole cose alle volte inutili ed aprirmi all’universalità. Consapevole che quell’umanità che ho incontrato in anni indimenticabili se sono terminati per ora nella scrittura puntuale, vivono però ogni giorno nella persona che sono e che non devo dimenticare di essere.

Nell’immagine di copertina la foto della tazza che fu prodotta in occasione della visita del Papa a Dublino (prodotta da Veritas.ie)

Qui una piccola rassegna di articoli che ho scritto e che sono online

www.avvenire.it/rubriche/pagine/l-irlanda-in-un-blogaspettando-francesco

https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2017/08/22/news/incontro-mondiale-delle-famiglie-l-irlanda-lancia-il-conto-alla-rovescia-1.34439712

https://ilregno.it/attualita/2018/10/irlanda-del-nord-20-anni-dallaccordo-che-fare-della-pace-francesca-lozito

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