Il Teachers’ Union of Ireland (TUI) ha lanciato un appello diretto al Governo: rendere la professione dell’insegnante più attraente, prima che sia troppo tardi. Il sindacato ha definito l’evitare la fuga del personale docente «tanto una sfida quanto il reclutamento iniziale».
Il trattenere il personale è la nuova emergenza
Per anni il problema della scuola irlandese è stato trovare insegnanti. Oggi, secondo il TUI, il vero rischio è perderli una volta assunti. Il presidente del sindacato, Anthony Quinn, ha dichiarato: «Gli insegnanti vogliono insegnare, eppure è del tutto evidente che vengono distratti dall’insegnamento e dall’apprendimento da un carico amministrativo crescente».
Un dato dà la misura del fenomeno: nel sondaggio condotto tra gli iscritti al sindacato, il 92% ha dichiarato che la burocrazia e le scartoffie che distraggono dall’insegnamento sono aumentate da quando ha iniziato la carriera.
Contratti part-time e stipendi da fame
Il nodo più critico riguarda le condizioni contrattuali dei nuovi insegnanti. Solo il 35% di chi è entrato di recente nell’insegnamento di secondo livello ha ricevuto un contratto a tempo pieno all’inizio della carriera. Gli altri si trovano con orari ridotti, contratti pro-rata o incarichi di supplenza, con retribuzioni che possono scendere a poche centinaia di euro a settimana.
È proprio su questo che si è concentrata l’edizione di lunedì scorso di The Hard Shoulder, il programma pomeridiano di Newstalk condotto da Ciara Kelly. Ospite in studio, Luke Saunders — ex insegnante di scuola secondaria e oggi CEO di Studyclix — ha illustrato il caso concreto di una giovane insegnante che arriva a percepire circa 380 euro a settimana, una cifra che rende «davvero difficile arrivare a fine mese» per chi lavora in questo settore in Irlanda.
Un salario ufficiale che nasconde disparità enormi
Sulla carta, la scala salariale ufficiale per gli insegnanti di secondo livello va da 46.948 a 85.411 euro annui, in vigore dal 1° febbraio 2026. Ma questo range presuppone un contratto a tempo pieno e un’anzianità che molti neoassunti non hanno ancora maturato. Chi lavora con ore ridotte, supplenze o contratti stagionali percepisce una frazione di quella cifra, spesso senza continuità tra un anno scolastico e l’altro.
Le materie che spariscono dagli orari
Il problema non è solo economico: ha ricadute dirette sulla didattica. Secondo un’indagine del TUI condotta a inizio anno, una scuola su cinque è stata costretta ad abbandonare l’insegnamento di una materia per difficoltà di reclutamento o ritenzione del personale. Irlandese, matematica e francese risultano tra le discipline più colpite.
Quinn ha commentato: «Quando le scuole faticano a trattenere gli insegnanti, gli studenti ne pagano le conseguenze, con un accesso ridotto all’intera gamma di materie».
Indennità abolite e pensioni ridotte
Tra le richieste del sindacato c’è anche il ripristino di alcune indennità cancellate nel 2012: quelle per la qualifica SEN (Special Educational Needs), per l’insegnamento attraverso l’irlandese e per il lavoro nelle scuole insulari. Quinn ha spiegato che la loro abolizione «ha reso più difficile il reclutamento e la ritenzione in queste scuole», sottolineando che «è fondamentale che vengano reintrodotte».
A questo si aggiunge il tema delle pensioni ridotte per chi è entrato in servizio più di recente, un ulteriore disincentivo per chi valuta se restare nel sistema scolastico irlandese o cercare altrove.
Chi torna dall’estero riparte da zero
Un altro punto sollevato dal TUI riguarda gli insegnanti che rientrano in Irlanda dopo aver lavorato all’estero. Chi ha insegnato in scuole private fuori dall’Unione Europea viene collocato al primo scatto della scala salariale, come se iniziasse la carriera da capo, indipendentemente dagli anni di esperienza maturati altrove. Il sindacato chiede che questo servizio venga pienamente riconosciuto, osservando che molti insegnanti «stanno passando ad altri impieghi o ad altre giurisdizioni dove si sentono maggiormente valorizzati».
Una professione che rischia di perdere attrattiva
Il quadro che emerge è quello di una professione stretta tra vocazione e sostenibilità economica. Contratti part-time non garantiti, burocrazia crescente, indennità mai ripristinate e un sistema che penalizza chi ha esperienza internazionale: sono questi gli elementi che, secondo il TUI, il Governo dovrà affrontare per evitare che la scuola irlandese continui a perdere i propri insegnanti migliori — spesso proprio i più giovani, quelli che dovrebbero garantirne il futuro.
Bibliografia
- Newstalk, How can teaching stay attractive as a profession?, The Hard Shoulder, 18 agosto 2026
- The Irish Times, Government urged to act to make teaching profession more attractive, 18 agosto 2026
- Irish Examiner, Retaining teachers as big a challenge as recruitment – TUI
- RTÉ, Government urged to make teaching more attractive, 18 agosto 2026
- Superprof, Secondary School Teacher Salary Ireland: Pay Scales and Career Progression
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