Lo avreste mai detto che Trump ama l’Irlanda per i campi da golf? La passione del Presidente degli Stati Uniti lo riporterà nelle prossime settimane sull’Isola di Smeraldo. E’ infatti proprio un torneo — non un vertice diplomatico, non una cerimonia di Stato — a mettere in moto quella che si preannuncia come una delle operazioni di sicurezza più complesse mai organizzate sull’isola.
Secondo quanto riportato da Irish Times e RTÉ, il presidente statunitense sarebbe atteso in Irlanda il prossimo mese, con un programma che intreccia impegni istituzionali a Dublino e la passione privata per il golf a Doonbeg, nella Contea di Clare, dove Trump possiede dal 2014 un resort con campo da golf affacciato sull’Atlantico.
Le date: perché il 12 settembre
Le fonti concordano su un dettaglio preciso: l’arrivo è previsto per il 12 settembre. La data non è casuale. Consentirebbe a Trump di essere negli Stati Uniti l’11 settembre, giorno del venticinquesimo anniversario degli attentati alle Torri Gemelle, per poi partire verso l’Irlanda subito dopo — in tempo per raggiungere Doonbeg prima della conclusione dell’Irish Open, in programma dal 10 al 13 settembre.
Il torneo, che quest’anno porta il nome dello sponsor Amgen, si gioca per la prima volta sul percorso di Trump International Golf Links & Hotel, disegnato da Greg Norman. Una scelta che il figlio del presidente, Eric Trump, vicepresidente esecutivo della Trump Organization, ha definito «un vero attestato dell’eccellenza mantenuta in questa proprietà».
Da Dublino a Doonbeg: cosa prevede l’itinerario
Il grosso della visita, secondo le ricostruzioni delle testate irlandesi, si articolerebbe su almeno due giornate. A Dublino, Trump dovrebbe incontrare il Taoiseach Micheál Martin, probabilmente a Farmleigh House, nel Phoenix Park. Tra le tappe ipotizzate figura anche la posa della prima pietra della nuova ambasciata statunitense a Ballsbridge, nel sud della capitale.
Più incerto resta l’incontro con la presidente Catherine Connolly, storicamente critica nei confronti di Trump ma che in campagna elettorale aveva dichiarato che, se necessario, lo avrebbe ricevuto per dovere istituzionale. Non trattandosi di una visita di Stato formale, un portavoce dell’ Áras an Uachtaráin (Presidenza, ndr) ha precisato che la presidente «valuterà ogni eventuale richiesta». Da escludere, invece, un intervento di Trump davanti al Dáil (Parlamento) o al Seanad: (Senato) i parlamentari irlandesi rientrano dalla pausa estiva solo il 16 settembre.
«Uno dei campi più belli del mondo»
Il legame di Trump con Doonbeg non è mai stato un segreto. Lo scorso mese, in un videomessaggio trasmesso durante i festeggiamenti per il 4 luglio all’ambasciata USA nel Phoenix Park, il presidente aveva anticipato le proprie intenzioni con enfasi tipicamente trumpiana: «Abbiamo un posto così top, e ci sarà l’Irish Open lì, faremo una celebrazione tremenda». E ancora: «Penso che verrò, penso che lo vedrò, e guarderemo Rory e tutti i grandi giocatori» — un riferimento a Rory McIlroy, connazionale d’adozione del torneo e beniamino del golf irlandese.
Non è la prima volta che il presidente elogia pubblicamente la struttura, acquistata nel 2014: l’ha definita più volte «uno dei campi da golf più belli, tra i migliori del mondo».
Una sicurezza «diversa da sette anni fa»
Se la visita del 2019 — la prima da presidente in carica — aveva scatenato proteste diffuse a Dublino, con tanto di pallone gigante raffigurante «Baby Trump», e quella del 2023 era stata un’accoglienza informale e calorosa da parte della comunità locale di Doonbeg, il contesto del 2026 appare più teso. Fonti governative citate dalla stampa irlandese parlano di un dispiegamento di sicurezza senza precedenti per l’area di Clare, comprensivo — secondo un ministro rimasto anonimo — di «motovedette al largo di Doonbeg e copertura aerea», con la preoccupazione esplicita di non avere risorse sufficienti per garantirla.
Il nodo più delicato, per l’esecutivo di Martin, resterebbe proprio la gestione del tempo che Trump trascorrerà «fuori dal campo»: mantenerlo lontano dal pubblico, dalla presidente Connolly e dal Dáil sarebbe, secondo le fonti, la priorità assoluta.
Le voci critiche
Non sono mancate le reazioni politiche alla notizia. L’eurodeputato laburista per Dublino Aodhán Ó Ríordáin ha dichiarato che non si dovrebbe stendere il tappeto rosso per un presidente «che ha causato caos nel mondo e ha cercato attivamente di minare l’Unione Europea», ricordando le politiche interne ed estere della sua amministrazione come motivo di contestazione.
Un torneo, una diplomazia informale
Al netto della cornice sportiva, la visita si inserisce in un filone di relazioni USA-Irlanda che negli ultimi anni ha visto Washington intrecciare strettamente interessi economici, simbolici e personali — non ultimo il fatto che uno dei principali eventi del calendario golfistico europeo si giochi quest’anno su un terreno di proprietà del presidente statunitense in carica. Un dettaglio che, difficilmente, sfuggirà ai commentatori irlandesi nelle prossime settimane.
Il programma definitivo della visita non è stato ancora confermato ufficialmente da Washington né da Dublino, e i dettagli restano soggetti a modifiche.
Fonti
- Irish Times, Donald Trump expected to visit Dublin and Clare during trip to Ireland next month (2 agosto 2026)
- RTÉ News, Donald Trump set to travel to Doonbeg for Irish Open (2 agosto 2026)
- The Journal.ie, Donald Trump set to visit Ireland in September
- Irish Star, Irish government’s chief concern with Donald Trump visiting Open
- BBC Sport, Trump’s Doonbeg course to host 2026 Irish Open
- Irish Echo, Trump Teeing Up September Irish Visit
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