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Garvaghy Road, 5 ottobre: la Court of Appeal riserva la decisione, lo stallo continua

Il 5 ottobre la Court of Appeal di Belfast ha riservato la propria decisione sul ricorso dei residenti di Garvaghy Road contro il via libera della Parades Commission alla marcia dell’Orange Order. Nessuna data è stata indicata per la sentenza, e lo stallo di Portadown, giunto al nono giorno, prosegue.

Che cosa ha deciso oggi la Court of Appeal

Tre giudici hanno ascoltato per quasi quattro ore le argomentazioni delle parti in un’aula gremita. Al collegio sedevano la Lady Chief Justice Siobhan Keegan, il Lord Justice Colton e la Lady Justice McBride. Al termine dell’udienza Keegan ha spiegato che la corte lavorerà con tempi rapidi, senza però poter indicare una data.

Il ricorso riguarda la decisione del giudice Humphreys, che nelle prime ore di domenica 27 settembre aveva negato ai residenti il permesso di avviare una judicial review (la revisione giudiziaria) della determinazione della Commission. In pratica, la corte deve stabilire se la contestazione dei residenti possa andare avanti oppure se la decisione che consente la marcia resti in piedi.

I quattro motivi del ricorso dei residenti

A rappresentare il presidente della Garvaghy Road Residents Coalition, Breandán Mac Cionnaith, è stata l’avvocata Denise Kiley, che ha sviluppato quattro motivi:

  • la Commission avrebbe posto la domanda sbagliata sul rischio di disordini e frainteso le informazioni fornite dalla polizia;
  • la determinazione non spiegherebbe in modo adeguato le ragioni delle conclusioni sui punti più controversi;
  • l’interferenza con il diritto alla vita privata e familiare dei residenti (articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo) sarebbe sproporzionata;
  • concedere la marcia e, insieme, ritenere necessarie delle restrizioni sarebbe una scelta irrazionale e contraddittoria.

Il nodo del parere della polizia

Il punto più discusso riguarda come la Commission ha letto la valutazione del PSNI. Secondo Kiley, la polizia non aveva elementi specifici su disordini pianificati, ma si preparava comunque a scenari che andavano da quelli pacifici a quelli violenti. La Commission, sostiene la difesa dei residenti, avrebbe trasformato l’assenza di informazioni specifiche in una propria valutazione di rischio.

Kiley ha sottolineato anche un altro aspetto: da 28 anni la decisione sulla Garvaghy Road è stata presa sulla stessa base, e nella determinazione mancherebbe una risposta alla domanda sul perché la posizione sia cambiata proprio ora.

La posizione della Parades Commission

Per la Parades Commission è intervenuto l’avvocato Tony McGleenan, che ha invitato i giudici a non isolare singoli passaggi dei 31 paragrafi della determinazione. A suo giudizio la Commission è stata informata dalla polizia e ha riportato fedelmente che non c’erano informazioni su rischi di violenza. Ha poi indicato le differenze rispetto al passato: meno partecipanti, nessun accompagnamento musicale, niente bandiere ed emblemi, partenza anticipata e circa 14 minuti di percorso.

La determinazione prevede 35 partecipanti, a fronte dei 60 richiesti dalla Portadown District Lodge. L’avvocato Richard McConkey, per uno degli orangisti, ha chiesto ai giudici di respingere il ricorso, aggiungendo che il suo assistito rispetterà l’esito del procedimento.

Mac Cionnaith: «un altro caso in preparazione»

Fuori dal tribunale Mac Cionnaith ha dichiarato che a suo avviso tutti gli argomenti sono stati presentati e ascoltati, e che la squadra legale ha esposto con chiarezza la situazione ai giudici: «non credo che finora abbiamo nulla da rimpiangere». Ha però precisato di non voler anticipare l’esito, e ha aggiunto che è in preparazione un altro procedimento sulla vicenda. Jamie Bryson, consulente legale della Portadown District, ha ribadito che l’Orange Order ha sempre rispettato la legge e accetterà qualsiasi decisione, e ha condannato gli insulti rivolti alla deputata Carla Lockhart, che secondo lui ora ha bisogno di protezione.

Lo scontro politico a Stormont

Lo scontro si è spostato anche nell’Assemblea nordirlandese. Rispondendo a un’interrogazione urgente, la First Minister Michelle O’Neill ha dichiarato che continuerà a presentarsi accanto ai residenti e che, per usare le sue parole, «quando la legge è sbagliata, mi opporrò con fermezza».

O’Neill, che ha definito «moralmente sbagliato» ciò che sta accadendo alla comunità della Garvaghy Road, è accusata di «violare la legge» per il sostegno ai residenti che si oppongono alla determinazione della Commission. Critiche analoghe riguardano ministri e rappresentanti eletti di Sinn Féin, SDLP e People Before Profit presenti sulla strada. La marcia, ricordiamo, non si è svolta perché la polizia ha dichiarato di non poterla garantire con le folle radunate in opposizione.

Nelle ore precedenti, a Parliament Buildings, Robinson aveva dichiarato che a Stormont non può esserci «ordinaria amministrazione» dopo le presunte violazioni della legge da parte di ministri di Sinn Féin.

Durante il question time dell’Executive Office, condotto dalla vice First Minister Emma Little-Pengelly, gli scambi tra gli MLA sono stati aspri. La deputata di Sinn Féin Deirdre Hargey l’ha incalzata sulla testimonianza resa alla Parades Commission dal Loyalist Communities Council. Little-Pengelly ha replicato accusando Sinn Féin di sfacciataggine per essersi schierata accanto a dissidenti e a persone con condanne gravi. All’MLA dell’SDLP Justin McNulty, che si era detto molto orgoglioso di stare con i residenti, ha risposto di essere delusa dal fatto che giustificasse le proprie azioni, e gli ha chiesto di scusarsi.

Il leader del DUP Gavin Robinson ha accusato circa 40 rappresentanti eletti di aver violato la legge durante la settimana, escludendo però di voler far cadere il governo di condivisione del potere. Il leader del TUV Jim Allister ha chiesto al DUP di ritirare la vice First Minister Emma Little-Pengelly dall’Esecutivo, mentre il leader dell’UUP ha chiesto la fine dello stallo e conseguenze per le violazioni. La leader dell’SDLP Claire Hanna ha auspicato una soluzione che permetta ai cittadini di Portadown di tornare alla normalità, ricordando che a sei mesi dall’inizio dell’anno finanziario il bilancio non è ancora stato approvato.

Il parlamentare di People Before Profit Gerry Carroll (MLA) ha avvertito che il rinvio della sentenza prolunga l’ansia della comunità, e che la mobilitazione continuerà qualunque sia l’esito del procedimento.

Il peso del sostegno popolare

Sull’Irish News la commentatrice Patricia Mac Bride sostiene che i residenti hanno vinto la battaglia per l’opinione pubblica. Ricorda la notte del 27 settembre, quando i residenti, in attesa degli idranti, hanno visto arrivare invece due autobus da Belfast carichi di sostenitori, e cita il sostegno di decine di migliaia di persone arrivate sulla strada. Tra i fattori indicati c’è la presa di posizione del Taoiseach Micheál Martin, che ha definito la decisione sulla marcia «incomprensibile e sbagliata», e la partecipazione di musicisti come Aoife Scott, i Mary Wallopers, i Lankum e membri di Beoga e Kneecap.

Il trio rap Kneecap ha visitato la strada domenica 4 ottobre. L’autrice colloca la vicenda nel contesto storico: dopo l’omicidio dei fratelli Quinn, il 12 luglio 1998, la Commission aveva escluso la Garvaghy Road dal percorso della marcia di Portadown, e per quasi trent’anni quella decisione ha garantito una fragile stabilità. Si tratta di un commento d’opinione e come tale va letto.

Lo stallo e i colloqui

Dal 27 settembre la polizia ha impedito ripetutamente agli orangisti di avviare la marcia. I colloqui promossi dal Segretario di Stato per l’Irlanda del Nord, Sir Chris Bryant, con entrambe le parti non hanno finora sbloccato la situazione.

Che cosa succede ora

L’attenzione è tutta sulla sentenza della Court of Appeal: se i giudici accogliessero il ricorso, la contestazione contro la determinazione della Commission potrebbe proseguire; in caso contrario, resterebbe in piedi l’autorizzazione alla marcia. Resta poi da capire quale sarà il nuovo procedimento annunciato da Mac Cionnaith.

Bibliografia

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immagine; elaborazione Chat GPT

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