Cerca...
TOP
Blog

Il Fondo Internazionale per l’Irlanda entra nel suo ultimo decennio: 800 milioni di sterline e mezzo secolo di pace da difendere

Quarant’anni di finanziamenti alla riconciliazione tra unionisti e repubblicani, quasi 7.000 progetti sostenuti, 780 milioni di sterline raccolti da governi e organizzazioni di tutto il mondo. Ma ora l’International Fund for Ireland (IFI), uno dei pilastri meno visibili e più concreti del processo di pace in Nord Irlanda, guarda al proprio futuro e annuncia: quello in corso potrebbe essere il suo ultimo decennio di attività.

Ad affermarlo la presidente del Fondo, Shona McCarthy, in una dichiarazione rilasciata a BBC News Northern Ireland: “Stiamo guardando a un ultimo decennio dell’International Fund for Ireland”, ha detto McCarthy, segnando così una svolta significativa per un’organizzazione che dagli anni Ottanta lavora silenziosamente ai margini della grande politica, ricucendo legami tra comunità divise. Ho avuto il privilegio di incontrare le protagoniste di una delle iniziative in occasione del ventennale dalla sigla degli accordi che hanno dato inizio al processo di pace. Puoi leggere l’articolo qui.

Le origini: un fondo nato dai Troubles

L’IFI nasce nel 1986, in pieni Troubles, il lungo conflitto che ha insanguinato l’Irlanda del Nord per tre decenni. L’organizzazione affonda le proprie radici nell’Accordo Anglo-Irlandese del 1985, firmato dai governi britannico e della Repubblica di Irlanda, e ricevette fin da subito l’appoggio politico dell’allora presidente statunitense Ronald Reagan — un sostegno che testimonia quanto, già negli anni Ottanta, la questione nordirlandese fosse osservata con attenzione da Washington.

Da allora il Fondo ha raccolto contributi da Regno Unito, Irlanda, Stati Uniti, Unione Europea, Canada, Australia e Nuova Zelanda, arrivando a un totale di circa 780 milioni di sterline investiti in quasi 7.000 progetti in Irlanda del Nord e nelle contee di confine. Non un ente politico, ma uno strumento economico e sociale pensato per favorire il dialogo tra unionisti e nazionalisti attraverso il lavoro concreto sul territorio: programmi occupazionali, iniziative culturali, progetti di comunità condivisa.

Il vento sta cambiando tra i donatori internazionali

Secondo McCarthy il vero punto critico sono i donatori internazionali. La presidente ha raccontato di essersi trovata più volte davanti a un atteggiamento di crescente scetticismo da parte di chi finanzia il Fondo, che si chiede quanto ancora debba durare questo sostegno a quarant’anni dagli accordi.

Altre crisi globali — dal Medio Oriente all’Ucraina, fino al Sudan — competono ormai per le stesse risorse internazionali destinate alla ricostruzione e alla pace. McCarthy stessa ha riconosciuto che, a cinquant’anni dall’inizio del conflitto, non è più sostenibile chiedere ai donatori un impegno “senza fine”: prima o poi – ha detto – il sostegno deve avere un termine.

Per questo l’IFI ha elaborato una nuova strategia quinquennale, presentata nella primavera 2026 in occasione del quarantesimo anniversario dell’organizzazione, con l’obiettivo dichiarato di “ridefinire il peacebuilding” aprendo il sostegno anche a soggetti che finora non si erano mai pensati come costruttori di pace, in un contesto sociale profondamente cambiato rispetto agli anni del Good Friday Agreement.

Non è un caso che proprio in queste settimane l’IFI abbia incassato conferme di sostegno importanti: gli Stati Uniti hanno annunciato un nuovo contributo di 4 milioni di dollari per il 2026, affiancato da un contributo di 4 milioni di euro del governo irlandese. Un segnale, secondo l’ambasciata americana, legato anche alla tutela dei quasi 2 miliardi di dollari di investimenti statunitensi nella regione — a dimostrazione di come stabilità politica ed economia siano, nell’Irlanda del Nord di oggi, ancora strettamente intrecciate.

I muri restano: 39 peace walls ancora in piedi

Ed è proprio questo il paradosso che l’articolo della BBC mette in luce: nonostante quattro decenni di pace formale, a Belfast e in altre zone dell’Irlanda del Nord restano ancora oggi 39 cosiddetti “peace walls”, le barriere fisiche erette durante i Troubles per separare i quartieri repubblicani da quelli lealisti — dato confermato dalle ultime cifre del Department of Justice nordirlandese.

Le più note restano quelle che separano la cattolica Falls Road dalla protestante Shankill Road, oggi diventate anche un’attrazione turistica, tappa fissa dei celebri “black cab tour” che accompagnano i visitatori tra i murales della città. Ma per chi ci vive accanto, quei muri restano tutt’altro che un pezzo di storia da fotografare: sono ancora, quotidianamente, un ostacolo fisico alla normalità.

Un processo di pace ancora “in corso”

Il caso dell’International Fund for Ireland racconta bene una contraddizione più ampia dell’Irlanda del Nord contemporanea: da un lato la narrazione, spesso ripetuta a livello internazionale, di una regione che ha lasciato il conflitto alle spalle grazie al Good Friday Agreement del 1998; dall’altro la persistenza di divisioni materiali — muri, quartieri separati, comunità che si parlano ancora poco — che rendono improprio parlare di una società “post-conflitto” in senso pieno.

Come ha sintetizzato la stessa McCarthy, l’Irlanda del Nord resta “una società in un processo di pace ancora in corso”, e non un caso chiuso. Il prossimo decennio dell’IFI si giocherà proprio su questo equilibrio: continuare a finanziare la riconciliazione quotidiana, sapendo che tra dieci anni quel sostegno, con ogni probabilità, non ci sarà più.

Bibliografia e fonti

Department of Justice (Irlanda del Nord), dati ufficiali sui peace walls esistenti

BBC News NI, £800m NI peace funding body may be in ‘final decade’ — fonte principale

International Fund for Ireland, comunicato stampa IFI marks 40 years with strategy aimed at redefining peacebuilding (maggio 2026), internationalfundforireland.com

Irish Times, US U-turns on funding for longstanding Irish peacebuilding project (28 aprile 2026)

IrishCentral, US gives $4 million more to the International Fund for Ireland (28 aprile 2026)

Community Relations Council NI, International Fund for Ireland funding available for peacebuilders (luglio 2026)

Wikipedia, voce International Fund for Ireland (dati storici sul fondo e sull’Accordo Anglo-Irlandese del 1985)

photo credits: Francesca Lozito, Belfast, 2013

Se vuoi rimanere aggiornato sulle ultime notizie dall’Irlanda e scoprire come affrontare le sfide attuali, iscriviti alla mia newsletter!
Ricevi direttamente nella tua casella di posta gli approfondimenti più recenti e le analisi più dettagliate.

«

Leave a Comment