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Perché il 2026 è (di nuovo) un anno d’oro per la letteratura irlandese

C’è una domanda che chi si occupa di cultura irlandese si sente ripetere spesso, quasi con sospetto: come fa un’isola di poco più di cinque milioni di abitanti a sfornare, anno dopo anno, così tanta grande letteratura? Il 2026 non fa eccezione, anzi: librai ed editori lo definiscono già un “anno boom”, con uscite attese da alcuni dei nomi più consolidati della narrativa contemporanea insieme a un nutrito gruppo di esordienti.

I grandi nomi: Tóibín, Ní Ghríofa, O’Farrell

Tra i titoli più attesi dell’anno c’è The News from Dublin, la nuova raccolta di racconti di Colm Tóibín, dedicata a personaggi che vivono lontano da casa — un tema, quello dell’esilio e della distanza, che percorre tutta l’opera dell’autore di Brooklyn.

Attesissimo anche Said the Dead, il nuovo lavoro di Doireann Ní Ghríofa, una delle voci più originali della non-fiction irlandese contemporanea dopo il successo di A Ghost in the Throat: i librai parlano di un anno che vale già la pena celebrare solo per la sua uscita.

Non manca la narrativa storica internazionale ambientata in Irlanda, con Land, il nuovo romanzo di Maggie O’Farrell. Ambientato nel XIX secolo, durante la Grande carestia, racconta il lavoro di mappatura del territorio irlandese compiuto dall’Ordnance Survey britannico attraverso le vicende di Tomás e di suo figlio Liam.

Il Nord Irlanda si racconta: Jan Carson e l’altra storia

Particolarmente interessante, anche per chi segue le vicende nordirlandesi da un punto di vista storico-politico, è Few and Far Between, il nuovo romanzo di Jan Carson, autrice già nota per The Fire Starters e The Raptures.

Il libro immagina una storia alternativa dell’Irlanda del Nord recente: il primo ministro Terence O’Neill porta a compimento il progetto di prosciugare il Lough Neagh e crea un arcipelago destinato ad accogliere una nuova comunità. Nel 2017, gli ultimi abitanti di quelle isole rischiano lo sfratto e devono confrontarsi con le ferite lasciate dai Troubles.

È un romanzo che, come spesso accade nella narrativa nordirlandese contemporanea, usa lo strumento della speculazione per elaborare un trauma storico ancora molto vivo — un filo che lega la fiction alla cronaca politica e sociale che continuiamo a raccontare da queste pagine.

Wendy Erskine e i benefattori di Belfast

Alla narrativa nordirlandese appartiene anche The Benefactors di Wendy Erskine, pubblicato in Italia con il titolo I benefattori da Edizioni di Atlantide, nella traduzione di Enrico Terrinoni.

Ambientato nella Belfast contemporanea, il romanzo prende avvio da un episodio di violenza che coinvolge tre adolescenti appartenenti a famiglie molto diverse. Erskine osserva le conseguenze dell’accaduto attraverso le voci degli adulti, mettendo in relazione privilegio, reputazione, classe sociale, responsabilità e potere.

L’autrice sarà inoltre tra gli ospiti della trentesima edizione di Festivaletteratura, in programma a Mantova dal 9 al 13 settembre 2026. Una presenza particolarmente significativa per i lettori italiani, che potranno incontrare una delle voci più incisive della nuova narrativa di Belfast proprio nell’anno dell’uscita della traduzione italiana del romanzo.

Esordienti da tenere d’occhio

Il 2026 porta anche una generazione di debuttanti interessante. Il nome più evidente è quello di Djamel White, scrittore dublinese di 28 anni, entrato nella longlist del Booker Prize 2026 con il suo romanzo d’esordio, All Them Dogs. È il più giovane autore candidato nell’edizione di quest’anno e uno dei tre esordienti selezionati dalla giuria.

E poi, il nordirlandese Andrew Cunning, vincitore della Irish Novel Fair 2025, pubblica il suo primo romanzo, Clara and Christina, proprio a luglio.

Sul fronte non-fiction, Caitríona Lally — autrice di Eggshells e Wunderland, vincitrice del prestigioso Rooney Prize — pubblica Home Economics, la sua prima opera memorialistica, dedicata al fallimento, alla classe sociale, alla maternità e all’identità di scrittrice.

Il libro ricostruisce anche gli anni in cui Lally lavorava come addetta alle pulizie al Trinity College di Dublino mentre cercava di trovare il tempo e le condizioni materiali per scrivere e pubblicare i suoi primi due romanzi.

Il paesaggio come protagonista: bog, acqua, natura

Un filone che emerge con forza in diverse uscite del 2026 è quello del paesaggio irlandese come vero e proprio personaggio narrativo.

In The Red Mouth, Sheila Armstrong, autrice di How to Gut a Fish e Falling Animals, esplora i segreti di una torbiera irlandese attraverso due ritrovamenti: i resti di un antico cervo gigante irlandese e il corpo di una giovane donna uccisa circa duemila anni fa.

Attorno alla torbiera si intrecciano le vite di un tagliatore di torba, della figlia di un archeologo, di una giovane scienziata ambientale e degli altri personaggi segnati dalle scoperte custodite nel terreno.

È un tema che chi segue Zuppa Irlandese conosce bene: il rapporto tra identità irlandese, paesaggio e memoria storica, centrale anche negli studi di ecocritica e “blue humanities” che attraversano la narrativa postcoloniale contemporanea.

Un settore che tiene, nonostante i costi in crescita

Non tutto, però, è ottimismo senza ombre. Secondo Bookselling Ireland, l’associazione di categoria dei librai indipendenti, il settore deve fare i conti con costi in aumento — dall’iscrizione automatica alla pensione ai contributi previdenziali, fino agli affitti — in un mercato dove i margini restano bassissimi.

Allo stesso tempo, generi come il fantasy e la cosiddetta “romantasy” continuano a crescere, trainati anche da TikTok, con autrici come Chloe Walsh, scrittrice di Cork, tra i casi editoriali più significativi degli ultimi mesi.

Perché guardare alla piccola editoria irlandese

Per i lettori italiani che seguono la narrativa anglofona contemporanea — penso anche a chi, come tanti studenti di letteratura, si confronta ogni anno con i programmi di letteratura postcoloniale e britannica — il 2026 offre un catalogo particolarmente ricco per capire le tendenze attuali della scena irlandese.

Dal romanzo storico alla speculative fiction post-Troubles. Dalla non-fiction memorialistica alla narrativa ambientale. Dalla Belfast contemporanea di Wendy Erskine alle torbiere di Sheila Armstrong.

Continueremo a seguire le uscite più significative man mano che arriveranno anche nelle librerie italiane.

Bibliografia

Panoramica generale sulle uscite 2026

Su Jan Carson / Nord Irlanda (Lough Neagh)

  • 746books.com, stesso articolo sopra (descrizione di Few and Far Between)

Su Sheila Armstrong e The Red Mouth (il romanzo sulla torbiera)

Su Caitríona Lally e il memoir Home Economics

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