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Irlanda spinge l’EBU a discutere l’ammissione di Israele all’Eurovision 2025

L’Irlanda è al centro del dibattito internazionale sulla partecipazione di Israele all’Eurovision Song Contest 2025. In un contesto segnato da forti tensioni e proteste, la televisione pubblica irlandese RTÉ ha ufficialmente chiesto all’European Broadcasting Union (EBU) di aprire una discussione sul ruolo di Israele nella competizione, raccogliendo l’appello di giornalisti, produttori e parte dell’opinione pubblica nazionale

La posizione di RTÉ: discussione ma nessun boicottaggio

Il direttore generale di RTÉ, Kevin Bakhurst, ha confermato che l’emittente non si ritirerà dall’Eurovision, ma ha ribadito la richiesta di un dibattito formale sull’inclusione di Israele. Bakhurst si è detto “sconvolto dagli eventi in Medio Oriente e dall’impatto sui civili di Gaza e sugli ostaggi israeliani”, sottolineando che RTÉ, pur mantenendo la propria indipendenza e imparzialità, ritiene necessaria una riflessione all’interno dell’EBU, anche alla luce delle pressioni politiche esercitate sul broadcaster israeliano Kan dal governo di Tel Aviv.

“Non voglio minare il ruolo del servizio pubblico israeliano, ma credo sia importante discutere apertamente la questione,” ha dichiarato Bakhurst.

La pressione dei giornalisti e dei produttori irlandesi

La richiesta di RTÉ arriva dopo una mobilitazione interna: la National Union of Journalists (NUJ) irlandese ha votato per chiedere all’emittente di opporsi formalmente alla partecipazione israeliana, citando la condanna del governo irlandese e delle Nazioni Unite per il blocco umanitario e i bombardamenti a Gaza. I giornalisti sottolineano anche l’uccisione di operatori dei media palestinesi e la minaccia alla libertà di stampa, valori fondanti dell’EBU.

In parallelo, decine di produttori televisivi indipendenti irlandesi hanno firmato una lettera aperta all’EBU, chiedendo coerenza con la decisione di escludere la Russia nel 2022 dopo l’invasione dell’Ucraina. Secondo i firmatari, “Eurovision non può essere politicamente neutrale di fronte a gravi crisi umanitarie e alla condanna internazionale”.

Un sentimento pubblico diffuso

La posizione di RTÉ riflette un sentimento largamente condiviso in Irlanda, dove la società civile ha espresso ripetutamente la propria opposizione alle azioni di Israele a Gaza. La pressione su RTÉ affinché si schieri apertamente contro la partecipazione israeliana è cresciuta nelle ultime settimane, anche grazie a prese di posizione pubbliche di artisti, giornalisti e rappresentanti politici.

La risposta dell’EBU e il contesto europeo

L’Irlanda si aggiunge così a Islanda, Slovenia e Spagna tra i paesi che hanno richiesto una discussione formale sull’inclusione di Israele. L’EBU, tuttavia, ha ribadito che l’Eurovision è una competizione tra emittenti pubbliche e non tra governi, e che la manifestazione deve rimanere apolitica e inclusiva.

La partecipazione irlandese e il futuro del contest

Nonostante le proteste, l’Irlanda parteciperà regolarmente all’Eurovision 2025, rappresentata dalla cantante EMMY con il brano “Laika Party”. La posizione di RTÉ, che chiede un dibattito ma non un boicottaggio, riflette la complessità della situazione e la volontà di mantenere un equilibrio tra obblighi istituzionali, sensibilità pubblica e valori europei.

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immagine: elaborazione Copilot

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