Sabato 10 ottobre sono previste nuove mobilitazioni a Belfast, Derry e Newry a sostegno dei residenti di Garvaghy Road. Lo annuncia l’Irish News. La Court of Appeal non si è ancora pronunciata.
Nel pomeriggio di mercoledì 7 ottobre, inoltre, i comitati dei residenti di altri ex punti caldi delle marce hanno avvertito l’Orange Order: gli accordi raggiunti in Irlanda del Nord potrebbero dover essere «rivisti» se la disputa di Drumcree non verrà risolta. Lo riporta il Belfast Telegraph nella sua copertura in diretta.
Questo articolo aggiorna i precedenti sulla vicenda Drumcree/Garvaghy Road e si basa su fonti in lingua inglese.
Le manifestazioni di sabato
Le tre città coinvolte sono Belfast, Derry e Newry. Le mobilitazioni portano la vicenda fuori da Portadown, nei principali centri nazionalisti dell’Irlanda del Nord.
Giovedì 8 ottobre sera, inoltre, a Garvaghy Road sarà proiettato 12 Days in July, il documentario di Margo Harkin sulla crisi di Drumcree del 1997.
I comitati dei residenti: «gli accordi potrebbero essere rivisti»
Mercoledì pomeriggio, al Drumcree Community Centre di Portadown, si sono riuniti i rappresentanti di cinque realtà:
- la Garvaghy Road Residents Coalition
- la Springfield Road Residents Action Group
- la Bogside Residents Association
- la Lower Ormeau Concerned Community
- la Short Strand Residents Association
Breandan Mac Cionnaith, della Garvaghy Road Residents Coalition, ha detto che il suo messaggio al Portadown District dell’Orange Order è di «tornare a casa». Ha ricordato che 4.500 adulti della comunità hanno firmato una petizione contro qualsiasi marcia e che la Parades Commission ha ignorato quella prova.
Sugli accordi locali ha aggiunto che negli anni sono stati raggiunti per consentire marce in aree di passato conflitto, e che a Portadown hanno garantito 28 anni senza scontri. Se l’Orange Order proseguirà su questa strada, ha avvertito, molti di quegli accordi «dovranno essere rivisti».
Linda O’Neill, sempre della Garvaghy Road Residents Coalition, ha parlato di una comunità «devastata» dalla decisione della Parades Commission e ha detto che il sostegno ricevuto da tutta l’Irlanda è senza precedenti. Charles Lamberton, della Bogside Residents Group, ha affermato che «la gente di Derry sta con la gente di Garvaghy Road» e che la questione è ormai più ampia della strada di Portadown.
Lungo la Garvaghy Road, intanto, sono comparsi sui lampioni cartelli con la scritta Residents at work, in sostegno dei residenti.
La replica del Portadown District
Nella giornata di mercoledì il Portadown District dell’Orange Order ha diffuso una dichiarazione. Sostiene che i «35» autorizzati restano pronti a esercitare il diritto ottenuto e chiede alla PSNI di dare attuazione alla determinazione della Parades Commission. L’Ordine afferma che «non se ne andrà» e invita la propria comunità a restare «pacifica e rispettosa della legge».
Il Portadown District precisa inoltre di non aver chiamato a raccolta i propri sostenitori in massa, e che si tratta di una scelta deliberata. Si dice aperto al dialogo, ma a condizione che la legge sia rispettata e che i propri diritti siano applicati.
Le mozioni di sfiducia a Stormont
Sul piano politico, i tre principali partiti unionisti hanno sostenuto una mozione di sfiducia contro la First Minister Michelle O’Neill. Mozioni analoghe sono state presentate contro i ministri Sinn Féin John O’Dowd, Caoimhe Archibald e Liz Kimmins. L’accusa è di aver preso parte, il 27 settembre, a una protesta «illegale» a Garvaghy Road che avrebbe impedito una marcia autorizzata.
Le mozioni, presentate dal deputato TUV Timothy Gaston e sostenute dai deputati DUP Jonathan Buckley e Diane Dodds e dal leader UUP Jon Burrows, saranno discusse all’Assemblea lunedì 12 ottobre. Propongono l’esclusione dai ruoli di governo per 12 mesi. Per passare, devono avere la maggioranza sia dei membri unionisti sia di quelli nazionalisti, condizione che rende l’esito incerto. O’Neill ha ribadito lunedì di restare «al fianco dei residenti».
La lettera a Chris Bryant e la richiesta di un mediatore
Quasi 50 personalità internazionali, tra cui Noel Gallagher, Susan Sarandon e Johnny Marr, hanno firmato una lettera al Northern Ireland Secretary Chris Bryant, secondo The Guardian. Chiedono tutela per i residenti e un mediatore internazionale. Mercoledì anche Tom Morello, chitarrista dei Rage Against the Machine, ha chiesto sui social di essere aggiunto all’elenco, riferisce il Belfast Telegraph.
Dublino: McDonald, McEntee, Tóibín
A Dublino, come riporta The Journal, Mary Lou McDonald ha chiesto al Taoiseach Micheál Martin di esercitare «tutta la pressione necessaria» sul governo britannico. Il leader di Aontú Peadar Tóibín accusa Martin di «starsene a guardare».
La ministra degli Esteri irlandese Helen McEntee, di Fine Gael, ha dichiarato che l’unica soluzione è un accordo tra Orange Order e residenti, «a prescindere» dalla sentenza della Court of Appeal.
Court of Appeal: nessuna sentenza
Sul piano giudiziario non ci sono novità. La Court of Appeal non si è ancora pronunciata: l’udienza si è conclusa e la sentenza è stata riservata, senza una data.
Bibliografia
- The Irish News, mobilitazioni e proiezione: https://www.irishnews.com/news/northern-ireland/garvaghy-road-residents-to-hold-palestine-vigil-R4FBDEBLFNHIDCQMTP4Z3AGZWU/
- Belfast Telegraph, copertura in diretta del 7 ottobre: https://www.belfasttelegraph.co.uk/news/northern-ireland/residents-warn-parade-agreements-across-ni-may-be-revisited-if-drumcree-dispute-remains-unresolved/a/162104615.html
- The Guardian, la lettera a Chris Bryant: https://www.theguardian.com/uk-news/2026/oct/07/noel-gallagher-garvaghy-road-drumcree-parade-dispute
- The Journal, McDonald e Martin su Drumcree: https://www.thejournal.ie/micheal-martin-mary-lou-mcdonald-drumcree-parade-garvaghy-road-7185655-Oct2026/
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immagine; elaborazione Chat GPT



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