La First Minister nordirlandese Michelle O’Neill ha confermato venerdì 9 ottobre di aver ricevuto una lettera della PSNI che la invita a un interrogatorio per le proteste di Garvaghy Road. Lunedì 12 ottobre, alle 14, la Court of Appeal di Belfast comunicherà la propria decisione sul ricorso dei residenti contro il via libera alla marcia dell’Orange Order. Nella stessa giornata si è tenuta una manifestazione davanti alla sede del governo britannico a Belfast.
Michelle O’Neill invitata a un interrogatorio
Secondo RTÉ, si tratta di un interrogatorio volontario «sotto caution», legato alle proteste di Portadown. La PSNI ha spiegato che l’indagine è su vasta scala e che le lettere vengono inviate a chi è «ragionevolmente sospettato» di reati connessi a proteste illegali.
O’Neill ha dichiarato di aver ricevuto un invito «in relazione a una protesta pacifica» e che collaborerà all’indagine. Ha aggiunto che continuerà a stare con i residenti, che «dovrebbero poter vivere in pace e senza intimidazioni settarie».
Il giorno prima, anche il deputato di People Before Profit Gerry Carroll aveva confermato di aver ricevuto una lettera analoga, e Sinn Féin aveva indicato che altri suoi membri erano stati contattati. Si tratta di Conor Murphy, Gerry Kelly e John O’Dowd. La presidente del partito Mary Lou McDonald ha detto di non aver ancora ricevuto nulla, ma di aspettarselo.
Gli unionisti hanno criticato O’Neill e gli altri ministri di Sinn Féin per la loro presenza nell’area durante la protesta.
Court of Appeal: decisione lunedì 12 ottobre alle 14
La decisione sarà annunciata lunedì alle 14 da un collegio di tre giudici, di cui fa parte la Lady Chief Justice Siobhan Keegan. I residenti attendono di sapere se avranno il permesso di chiedere una judicial review, cioè un controllo giurisdizionale, della determinazione della Parades Commission.
L’udienza si era tenuta lunedì 5 ottobre e si era chiusa dopo quasi quattro ore di argomentazioni, con sentenza riservata. Per i legali dei residenti la commissione è giunta a una «conclusione irrazionale» consentendo la marcia dopo 28 anni.
Il consulente degli orangisti Jamie Bryson aveva dichiarato che l’Orange Order accetterà l’esito dell’appello. Aveva anche chiesto ai residenti di impegnarsi a fare lo stesso. Breandán Mac Cionnaith, portavoce della Garvaghy Road Residents’ Coalition, ha invece detto che l’unica decisione accettabile è nessuna marcia.
Belfast: protesta davanti a Erskine House
Venerdì una folla ha manifestato fuori dagli uffici del Northern Ireland Office, chiedendo al Secretary of State Chris Bryant di vietare la marcia. La deputata di Sinn Féin Deirdre Hargey ha detto che il messaggio per il governo britannico è che «non si torna indietro» e che l’ultima marcia sulla strada risale a 28 anni fa, l’anno dell’Accordo del Venerdì Santo. Altre iniziative sono previste sabato a Belfast, Newry e Derry.
La pressione su Chris Bryant
I colloqui mediati da Bryant tra residenti e Orange Order si sono chiusi la scorsa settimana senza accordo, e da allora il ministro è sotto pressione crescente. Il 1° ottobre i membri del Friends of Ireland Caucus del Congresso statunitense gli hanno scritto chiedendo di annullare la marcia. Bryant sostiene che una soluzione condivisa sia ancora possibile.
Il contesto: perché Garvaghy Road
La vicenda nasce dalla determinazione della Parades Commission che ha permesso una marcia limitata di 35 orangisti lungo la strada. Il 27 settembre residenti e sostenitori hanno impedito alla marcia di passare, e da allora presidiano la strada. Sabato 3 ottobre circa 15.000 persone hanno partecipato a un raduno di sostegno.
Fonti
- thejournal.ie, O’Neill invitata a un interrogatorio
- Belfast Media, 9 ottobre
- RTÉ, 9 ottobre
- The Irish News, lettera PSNI
- The Irish Times, 9 ottobre
- The Irish News, decisione lunedì
- The Irish News, protesta a Erskine House
- Belfast Media, protesta a Erskine House
- RTÉ, udienza del 5 ottobre
- UTV, 5 ottobre
- The Irish Times, 1° ottobre
- Friends of Ireland Caucus, lettera a Bryant (PDF)
Trasparenza sull’uso dell’IA — In conformità al Regolamento (UE) 2024/1689 sull’intelligenza artificiale (AI Act) e all’art. 19 del Codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti, nella preparazione di questo articolo sono stati utilizzati strumenti di intelligenza artificiale anche per l’organizzazione dei materiali, l’elaborazione di bozze e la revisione del testo. Le fonti sono verificate dall’autrice. Il testo finale è sottoposto a revisione editoriale umana e l’autrice ne assume la piena responsabilità.
Immagine e intelligenza artificiale — L’immagine che accompagna questo articolo è stata generata o modificata mediante strumenti di intelligenza artificiale. La pubblicazione avviene sotto la responsabilità editoriale dell’autrice, in conformità al Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act) e all’art. 19 del Codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti.
immagine; elaborazione Chat GPT



Leave a Comment
Devi essere connesso per inviare un commento.