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Drumcree e Garvaghy Road, 8 ottobre: la PSNI invia le lettere di convocazione. Tra i destinatari Sinn Féin e Gerry Carroll

La polizia nordirlandese (PSNI) ha annunciato giovedì 8 ottobre che l’indagine penale sulle proteste di Garvaghy Road entra nella «fase successiva». Le persone ritenute ragionevolmente sospettate di aver commesso reati riceveranno una lettera per essere convocate a un’intervista. Sinn Féin ha confermato che alcuni suoi rappresentanti eletti e iscritti hanno ricevuto la lettera. Il deputato di People Before Profit Gerry Carroll ha detto di essere stato invitato a un’intervista volontaria «sotto avvertimento».

Questo è l’undicesimo aggiornamento di Zuppa Irlandese sulla vicenda.

Cosa ha annunciato la PSNI

L’assistente capo della polizia Davy Beck ha spiegato che la squadra investigativa ha lavorato «metodicamente» sulle prove raccolte durante l’operazione e le ha trasformate in pacchetti probatori per le persone identificate. Ora si passa alle lettere sull’«iter dell’intervista».

Beck ha aggiunto che questo passaggio non incide sul Judicial Review in corso, che «rispetta». Essendo un’indagine penale aperta, la polizia non rilascia altri commenti.

Quali reati vengono contestati

La PSNI aveva già chiarito che indaga su tre possibili ipotesi di reato:

  • aver impedito la marcia dell’Orange Order;
  • protesta non notificata (unnotified protest);
  • aver ostacolato una parata legittima e violato la determinazione della Parades Commission.

Il Belfast Telegraph ricorda che la prima ministra Michelle O’Neill è tra quanti sono stati accusati di «violare la legge» per aver sostenuto i residenti contrari alla determinazione della commissione. Sinn Féin non ha però indicato quali persone abbiano ricevuto la lettera.

Sinn Féin: «Non si torna indietro»

Nella dichiarazione, il partito dice di aver sostenuto per due settimane i residenti di fronte alla «provocazione» e alla minaccia di una marcia orangista «non voluta». Sostiene che da tutta l’Irlanda e dal mondo si sia levata una sola voce per proteggere 28 anni di pace. Chiude con la frase: «Non si torna indietro. Né ora, né mai».

Gerry Carroll: «Nessuna scusa»

Carroll, deputato di West Belfast, ha dichiarato di non chiedere scusa per essere stato accanto ai residenti. Per lui, quando persone comuni difendono pacificamente la propria comunità, «non è criminalità» ma la stessa disobbedienza civile che ha ottenuto le conquiste dei lavoratori, dalle suffragette ai diritti civili al diritto di sciopero.

Ha ricordato che l’operazione di polizia su Drumcree era costata oltre 3 milioni di sterline già la settimana scorsa. Ha anche detto che si rivolgerà al suo avvocato.

DUP: «Quite right»

Il leader del DUP Gavin Robinson ha accolto con favore la mossa. Ha detto che la polizia ha avviato la scorsa settimana un’indagine su vasta scala e ora agisce di conseguenza. Per lui i cittadini devono vedere che lo stato di diritto «significa qualcosa».

Robinson ha parlato di due episodi di violazione della legge da parte di molti rappresentanti pubblici. Ha aggiunto che «i trasgressori vanno trattati» (lawbreakers need to be dealt with).

TUV: «Incidere il bubbone dell’illegalità»

Il leader del TUV Jim Allister ha giudicato i passi annunciati dalla polizia «benvenuti per quel che valgono», ma ha detto che si riserva il giudizio finché non vedrà risultati. Ha chiesto al capo della polizia Jon Boutcher di «incidere il bubbone dell’illegalità».

Allister ha attaccato anche la Garvaghy Road Residents Coalition, guidata da Breandán Mac Cionnaith, accusandola di voler «infiammare la situazione» minacciando di opporsi ad altre parate lecite. Ha poi chiesto al DUP che cosa servirebbe per lasciare la partnership di governo con Sinn Féin.

I residenti: «Gli accordi sulle parate potrebbero essere rivisti»

Mercoledì i comitati di residenti dei vecchi punti caldi delle marce si sono riuniti a Drumcree. C’erano rappresentanti di Garvaghy Road, Springfield Road, Bogside, Lower Ormeau e Short Strand. Il messaggio all’Orange Order è che, se la disputa non sarà risolta, gli accordi locali sulle parate in tutto il Nord potrebbero dover essere «rivisti».

Mac Cionnaith ha ricordato la petizione firmata da 4.500 adulti contro qualsiasi marcia. Ha detto che la comunità nazionalista di Portadown «è cresciuta e si è rafforzata» e che 28 anni senza conflitti sono il frutto di quegli accordi. Linda O’Neill ha parlato di una comunità «devastata» dalla decisione della Parades Commission.

Le altre notizie della giornata

  • Orangisti di Portadown: hanno promesso che «non se ne andranno mai» e hanno invitato la comunità a restare pacifica e rispettosa della legge.
  • Bar Council: l’ordine dei barristers nordirlandesi ha difeso il diritto degli avvocati di lavorare senza «minacce o intimidazioni». Diverse persone coinvolte nei procedimenti hanno denunciato minacce.
  • Sostegno internazionale: secondo Allison Morris, i residenti hanno raccolto un sostegno senza precedenti, compresa una lettera firmata da celebrità come Noel Gallagher, Paul Weller e Susan Sarandon. Morris ritiene che lo stallo sia destinato ad approdare ai tribunali.

Cosa succede ora

La polizia non ha ancora reso noti i nomi dei destinatari né le date delle interviste. Sul fronte giudiziario, la Court of Appeal non ha ancora pronunciato la sentenza.

Bibliografia

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immagine; elaborazione Chat GPT

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