Un viaggio interiore e accademico ha trovato la sua conclusione un anno fa, un percorso iniziato durante l’isolamento della pandemia, quando il desiderio di visitare l’Irlanda era solo un sogno. In quel periodo, la musica di Lisa Hannigan ha acceso una scintilla, un richiamo verso un mondo che sentivo lontano. Grazie a lei, ho scoperto la poesia di Seamus Heaney, un autore che ha catturato la mia anima. L’articolo che ho scritto un anno fa e che propongo per la prima volta ora.
Cronaca di una emozione autentica
In questi giorni si è concluso un viaggio iniziato durante l’apice della pandemia, quando non potevo recarmi in Irlanda. Invece, ho portato l’Irlanda da me. Tutto è iniziato una sera guardando un concerto di Lisa Hannigan. La sua musica mi ha fatto piangere di commozione per tutto quello che era successo nei quattro anni precedenti. Grazie a Lisa, ho scoperto la poesia di Seamus Heaney. Era chiaro che avrei scritto la mia tesi su Heaney.
Non sapevo che presto avrei incontrato la professoressa Irene De Angelis che incarna tutto ciò che è l’Irlanda all’Università di Torino. Non solo insegna e studia Heaney, ma vive e trasmette la magia umana dell’incontro con lui. È davvero incredibile. Irene, grazie per la tua dedizione all’insegnamento. È davvero stimolante.
Un enorme sacrificio
Questa seconda laurea è stata un enorme sacrificio, con notti insonni, permessi scolastici e lezioni via webex dai posti più assurdi durante la pandemia. Ma è stata anche una salvezza nei momenti più bui di questi ultimi anni. Studiare mi ha sempre aiutato a perseverare.
Così, durante le vacanze di Natale, ho stretto i denti e, nonostante la frequenza del corso per insegnante di sostegno TFA fosse in corso da tre mesi e una vita stravolta dai suoi ritmi folli, sono rimasta a casa a scrivere, anche il giorno di Natale. Ho preso tutto quello che avevo raccolto in quattro anni, compreso il lavoro sul campo, e l’ho riversato nella mia tesi.
Alla fine, ne è valsa la pena. Forse ho portato l’Irlanda da me, ma nel frattempo ho anche scoperto molto su di me e sulle mie capacità. È stato un viaggio di crescita e apprendimento e non vedo l’ora di vedere dove mi porterà.
Con gratitudine
Mentre sono seduta qui, riflettendo sul mio viaggio, non posso fare a meno di sentirmi grata per tutto il sostegno che ho ricevuto. Dalla mia famiglia e dai miei amici che mi sono stati vicini nella buona e nella cattiva sorte, ai giovani studenti con cui ho avuto il piacere di condividere le mie conoscenze. Avrebbero potuto essere i miei figli, anche per questo sono stati importanti per me.
Ma ora, mentre l’ondata di gioia inizia a ritirarsi, devo tornare a concentrarmi sulla scuola e il traguardo di ricostruire la mia vita. Devo tornare al lavoro, alla realtà. Tuttavia, prima di farlo, voglio prendermi un momento per ringraziare tutti coloro che mi hanno aiutato ad arrivare dove sono oggi.
Io sono quel libretto
E mentre lo faccio, non posso fare a meno di pensare a questa foto che mia madre ha trovato così strana. “Perché ti nascondi?”, mi chiede. “Perché sono questo libretto”, le rispondo.

Mentre vado avanti, non dimentico mai da dove sono venuta e le persone che mi hanno aiutato lungo il cammino. Si dice che ci vuole un villaggio per crescere un bambino, ma io credo che ci voglia una comunità per crescere una persona pienamente realizzata. E per questo sono per sempre grata.
Unisciti alla conversazione! Quali sono le tue riflessioni sulla letteratura irlandese?
Immagine di copertina realizzata con AI


